Le zecche

Le zecche sono parassiti ematofagi a distribuzione pressoché mondiale. Gli stadi più attivi richiedono un pasto di sangue come fonte nutritizia e, nel caso degli adulti, per la produzione di sperma e uova. A causa dei processi meccanici e delle secrezioni salivari associati al pasto di sangue, l’interazione parassitaria zecca-ospite è complessa.

Le malattie trasmesse dalle zecche costituiscono un importante problema sanitario nei cani.

 

Esistono due famiglie di zecche ben definite, gli Ixodidi (zecche dure) e gli Argasidi (zecche molli).

In tutto il mondo sono state descritte circa 850 specie di zecche. La famiglia degli Ixodidi è di gran lunga la più ampia e la più importante economicamente, con 13 generi e circa 650 specie.

 

 

 

Come e dove vivono le zecche

 

 

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Zecche dure

Le zecche dure sono appiattite dorso-ventralmente nello stato a digiuno, possiedono un profilo che si assottiglia verso la parte anteriore e le parti boccali sono ben visibili. Nello stadio adulto, è evidente una piastra dorsale sclerotizzata (scutum) che spesso è ornata da disegni di colore bianco o oro su sfondo marrone o grigio. Le zecche dure si alimentano per periodi di tempo prolungati sui loro ospiti, da numerosi giorni a numerose settimane, in base a fattori come lo stadio di sviluppo, il tipo di ospite e la specie di zecca.

La superficie esterna, o cuticola, delle zecche dure in effetti è in grado di aumentare per contenere il grande volume di sangue ingerito, che, nelle zecche adulte, può andare da 200 a 600 volte il peso corporeo a digiuno.

 

Zecche molli

Le zecche molli hanno un profilo ovale o piriforme, con la regione anteriore del corpo ampiamente arrotondata. Le parti boccali sono difficili da osservare da un punto di vista dorsale. Le zecche molli non sono ornate e presentano un aspetto coriaceo granulato.

Le zecche molli si nutrono sui loro ospiti per brevi periodi di tempo, da qualche minuto ad alcuni giorni, in base a fattori come lo stadio di sviluppo, il tipo di ospite e la specie di zecca. Il comportamento nutritivo di molte zecche molli può essere paragonato a quello delle pulci o delle cimici dei letti, poiché una volta insediatesi, esse si annidano nella tana dell’ospite, nutrendosi rapidamente quando l’ospite ritorna e le disturba. La superficie esterna, o cuticola, delle zecche molli si espande, ma non aumenta per contenere ampi volumi di sangue, che possono essere compresi tra 5 e 10 volte il loro peso a digiuno.

 

La zecca del cane

La zecca del cane, Rhipicephalus sanguineus, o zecca dei canili, è una delle zecche più ampiamente diffuse al mondo. La zecca del cane è un vettore putativo di Ehrlichia canis, un protozoo parassita ematico che causa l’ehrlichiosi canina. Altri patogeni sono Rickettsia rickettsia, R. belli, R. rhipicephali, R. montana e Babesia canis, un altro protozoo parassitario che causa la babesiosi canina.

La zecca del cane è quasi esclusivamente un parassita del cane. Per questo motivo, è possibile riscontrare tutti gli stadi di vita di questa zecca dietro il battiscopa, sotto i coprisoglia di porte e finestre, nelle cavità delle tapparelle o all’interno dei mobili.

Gli adulti si riscontrano con la massima frequenza nelle orecchie e tra le dita dei cani. Possono sopravvivere per un anno e mezzo senza nutrirsi, ma devono assumere un pasto di sangue prima dell’accoppiamento. Dopo l’accoppiamento, la femmina, si inturgidisce completamente di sangue e quindi si stacca dall’ospite per deporre le uova.

Attualmente non è noto il tempo che intercorre tra l’inizio del pasto di sangue e la trasmissione dell’ehrlichiosi. Per la babesiosi, il tempo tra l’inizio del pasto e l’infezione è di 2-3 giorni. Questa zecca è molto prolifica e in una abitazione possono svilupparsi velocemente vaste infestazioni.

 

La zecca dei boschi

Ixodes ricinus, la zecca dei boschi, è la zecca più comune in Europa Settentrionale. Questa zecca trasmette i patogeni Babesia divergens e B. bovis, che causano la febbre del Texas. Ixodes ricinus trasmette anche Anaplasma marginale, che causa l’anaplasmosi nei bovini e negli ovini. Questa zecca ha acquisito un nuova rilevanza quando nel 1983 Burgdorfer et al. l’ha identificata come vettore della malattia di Lyme. Un’altra grave minaccia derivante da alcune zecche della famiglia degli ixodidi è un veleno nervino contenuto nella saliva della zecca, che causa paralisi nell’ospite. La cosiddetta paralisi da zecca può anche derivare dal morso di zecche come I. ricinus.

 

Misure preventive

Evitare gli habitat delle zecche!

Ogniqualvolta possibile, evitare di portare il cane a contatto con le aree che probabilmente sono infestate da zecche, in particolare in primavera ed in estate, quando le ninfe di zecca si nutrono. Le zecche prediligono ambienti umidi ed ombreggiati, in particolare aree ricoperte da fogliame e da vegetazione bassa, in habitat boschivi, cespugliosi o erbosi incolti.

 

Aspetti generali di consulenza medica dopo esposizione ad una zecca:

  • Le zecche che si spostano sulla cute di un uomo o di un animale non sono in grado di trasmettere patogeni, pertanto queste zecche devono essere rimosse e distrutte.
  • Le zecche che si sono attaccate per più di 24 ore (tempo noto tra le attività nell’habitat della zecca e la rilevazione di una zecca attaccata) sono in grado di trasmettere patogeni.
  • Le persone che presentano zecche attaccate da più di 48 ore devono rivolgersi ad un medico. Una singola dose di doxiciclina si è dimostrata altamente efficace nella prevenzione della malattia di Lyme.

 

Rimedi popolari

I rimedi popolari, come l’impiego di vaselina o di capocchie di fiammifero roventi, servono a poco per spingere la zecca a staccarsi dalla cute. In effetti, questi rimedi possono peggiorare la situazione irritando la zecca e stimolandola a rilasciare ulteriore saliva o a rigurgitare il contenuto intestinale, aumentando la probabilità di trasmissione di patogeni. Questi metodi di rimozione delle zecche devono essere evitati. Sul mercato sono disponibili diversi dispositivi per la rimozione delle zecche, ma nessuno è migliore di una semplice pinzetta.