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Gatti in gravidanzaSe la gatta presenta sintomi come capezzoli ingrossati e arrossati, un atteggiamento materno, un aumento del peso e dell’appetito o l’addome rigonfio, è molto probabile che sia incinta.

Per esserne sicuri è consigliabile rivolgersi al veterinario di fiducia che, con un’ecografia o una radiografia, o più semplicemente attraverso la palpazione dell’addome, può darcene conferma.

La gravidanza della gatta dura solitamente un periodo variabile tra i 64 e i 68 giorni. Durante questo periodo avrà bisogno di assumere pasti equilibrati e abbondanti, anche se è meglio non sovralimentarla, né somministrarle farmaci che possano essere nocivi per i suoi piccoli (vaccinazioni e vermifughi in particolare).

Man mano che si avvicina la fine della gravidanza, la gatta diventa inquieta e comincia a cercare un posto caldo, tranquillo e appartato dove partorire i suoi gattini. Se poi vive in casa, non dobbiamo meravigliarci di trovarla dentro gli armadi, nei cassetti, negli angoli più stretti: sta solamente cercando il luogo più adatto per il parto.

Come aiutarla?

Nel periodo che precede il parto è meglio tenere la gatta all’interno della casa, per evitare che decida di trovare un posto all’aperto dove dare alla luce i suoi cuccioli.

I negozi di animali ci vengono in aiuto: hanno molte ceste adibite allo scopo. Altrimenti possiamo preparare una cuccia per il parto, utilizzando una scatola di cartone o una cassetta dai bordi non troppo alti, foderata con fogli di giornale e con un panno morbido.

Il parto dei gatti

La cuccia andrà poi collocata in un luogo appartato, lontano dalle attività della famiglia, ma non del tutto isolato. È importante far capire alla gatta che lo spazio preparato è quello in cui dovrà tenere i suoi piccoli: solitamente le quasi-mamme accettano di buon grado, altrimenti meglio spostare la scatola in un posto a loro più gradito.

Nelle ultime settimane di gravidanza la gatta potrà aver bisogno di aiuto per la sua pulizia: bisognerà spazzolarla delicatamente e controllare che i suoi capezzoli siano liberi da residui di pelo (se la gatta ha il pelo lungo, sarà bene rasarlo attorno alle mammelle e alla vulva).

Da 12 a 24 ore prima del parto (fase di travaglio) la gatta si sistema nella cuccia. Il parto può durare a sua volta dalle 12 alle 24 ore: se la gatta viene disturbata, può bloccarsi e decidere di riprendere solo quando è tranquilla.

Se la gatta è al primo parto, può trovarsi in difficoltà. In questi casi può essere fondamentale assisterla: se il sacco placentare di uno dei gattini (solitamente da 1 a 8 per cucciolata, con una media di 4) si rompe durante l’uscita, occorre aiutarlo a liberarsi. Se vediamo che mamma gatta non pulisce i suoi piccoli, dovremo farlo noi usando salviettine detergenti.

Se però, fin dal travaglio, la gatta sembra in difficoltà e si temono complicazioni, è consigliabile rivolgersi subito al veterinario, che potrà aiutare l’animale e decidere, se necessario, di effettuare il taglio cesareo.