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la sessualità del gattoLa sessualità dei gatti ha sempre stimolato la curiosità dell’uomo, soprattutto per il complicato rituale di corteggiamento, e per il comportamento focoso sia del maschio che della femmina. Infatti, durante la stagione degli amori, il gatto si trasforma completamente.

Durante i periodi di calore, che avvengono da due a quattro volte l’anno e durano dai 15 ai 20 giorni (solitamente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera e poi dalla fine della primavera all’inizio dell’estate), la gatta si lecca più del solito, è inquieta, si rotola per terra, si strofina contro le nostre gambe e dà piccoli colpi con la testa, fa le fusa più rumorosamente ed è più affettuosa con i padroni.

Se viene accarezzata, la gatta si appiattisce a terra portando la coda contro i fianchi e batte il suolo con le zampe posteriori. Di notte poi, emette intensi vocalizzi (a volte anche per ore!) per richiamare tutti i maschi dei dintorni. Tuttavia, nonostante la forte sensualità, la gatta non si lascia sedurre tanto facilmente, anzi i riti che precedono l’accoppiamento possono durare anche qualche giorno.

Quando ci sono più “pretendenti”, la gatta spesso si diverte a rifiutarli e a osservare attentamente le loro azzuffate: il vincitore si accoppierà con lei. L’accoppiamento dura pochi secondi: dopo l’atto, la femmina emette un miagolio penetrante e si separa violentemente dal compagno (a volte non gli nega nemmeno un’unghiata!).

Durante la stagione degli amori la gatta può accoppiarsi con più maschi e per questo non ci si deve stupire se nasceranno gattini di padri diversi nello stesso parto. Se invece una coppia di gatti fertili divide la stessa casa, solitamente si prometteranno fedeltà.

I gatti maschi raggiungono di solito la maturità sessuale tra i 10 e i 14 mesi, più tardi rispetto alle gatte, che maturano tra i 7 e i 12 mesi. Si possono riprodurre anche in età avanzata, ma solo i più robusti restano attivi anche durante la vecchiaia.

I gatti sono molto prolifici, perciò la nascita di una o più cucciolate può costituire un problema di ordine pratico e organizzativo per chi possiede una femmina: dove mettere tutti i gattini? La maggior parte dei proprietari sceglie la sterilizzazione. Questo intervento modifica notevolmente il comportamento del gatto, che risente molto degli istinti sessuali, ma non lo snatura: il senso della caccia, l’intelligenza e la vivacità restano intatti.

La sterilizzazione ha i suoi vantaggi: oltre a tenere sotto controllo il numero di gatti che vivono in colonie, il gatto sterilizzato riduce i suoi vagabondaggi, è più affettuoso, meno aggressivo è più interessato al cibo, non manifesta più le “smanie” tipiche del calore. Inoltre, se praticata entro il primo anno d’età, è un mezzo efficace per la prevenzione dei tumori della mammella e dell’utero, molto frequenti nelle gatte.

Tuttavia, anche se la sterilizzazione inibisce gli istinti sessuali, può capitare che maschi castrati partecipino a “finti” accoppiamenti con gatte in calore e viceversa. Ciò si spiega con il fatto che la sterilizzazione non elimina del tutto gli ormoni sessuali.