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gatto che si grattaAnche i gatti, come noi padroni, possono manifestare intolleranze verso uno o più cibi che fanno parte della loro consueta alimentazione.

Le intolleranze alimentari non sono malattie allergiche, anche se i sintomi sono molto simili a quelli delle allergie: pruriti, zone prive di pelo in seguito al continuo mordicchiamento, dermatiti, diarrea, vomito.

Inoltre essi compaiono improvvisamente: il gatto diventa inaspettatamente intollerante a quello che mangia ogni giorno, anche da lungo tempo.

L’intolleranza alimentare è dovuta ad un’ipersensibilità a qualche fonte di proteine che il micio ha sempre assunto con la dieta: carne di pollo, manzo, pesce, latte, uova, riso. Così, anche se il nostro gatto ha sempre mangiato il manzo, all’improvviso può essere diventato intollerante ad esso.

L’intolleranza alimentare non è legata alla quantità di cibo, quanto invece al tipo di cibo ingerito dal nostro gatto. Infatti, anche in piccola percentuale può provocare la risposta del sistema immunitario.

Come fare a capire se il nostro gatto è soggetto o meno a intolleranza alimentare?

Gli esami allergologici non servono. Occorre offrire al gatto una rigorosa dieta privativa (detta anche dieta a eliminazione): le concessioni non sono tollerate, dato che rischiano di rovinare tutti i sacrifici a cui sottoponiamo il micio per trovare l’alimento incriminato.

La dieta a eliminazione è priva di quegli elementi che possono essere la causa scatenante dell’intolleranza.

Il nostro veterinario di fiducia saprà consigliarci la dieta più adatta al nostro gatto. Solitamente sono diete ipoallergeniche, che possiamo trovare facilmente nei negozi di animali. Sono alimenti a base di carni che il gatto non mangia abitualmente (cavallo, agnello, cervo), con l’aggiunta di orzo o patate.

Anche la dieta casalinga a base di proteine mai assunte dal nostro gatto (sempre su consiglio del veterinario) può essere una valida alternativa ai cibi confezionati e facilitare l’individuazione degli alimenti che scatenano l’intolleranza alimentare.

La dieta privativa deve essere somministrata per un periodo di tempo che va dalle 6 alle 8 settimane. Come si capisce se è stata efficace? Se il nostro gatto, dopo aver assunto la dieta, non avrà più sintomi, allora sarà “guarito”, e l’intolleranza alimentare confermata.

Al contrario, se i sintomi persistono, bisognerà continuare con la dieta, avendo cura di aggiungere, uno alla volta, gli ingredienti ai quali il gatto potrebbe essere intollerante, in modo da trovare il responsabile dei pruriti e delle dermatiti del nostro animale.

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